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Scrivere un film

L’Idea

Di tutte le cose che facciamo nella vita e così quindi nella scrittura, l’importante è avere un’idea e sapere di averla. Perchè altrimenti di cosa scriviamo? Nella stesura della sceneggiatura “l’idea” è il primo tassello del mosaico, ma altrettanto importante è chiedersi per chi scriviamo? Già, le nostre parole non verranno lette, ma viste e di questo bisogna tener conto nella stesura di una sceneggiatura. Come dire..molto spesso il medium (mezzo di comunicazione) è il messaggio.

Il Soggetto

L’idea è qualcosa di astratto, è intuizione, delirio, confronto. Perciò prendetela così com’è e trasformatela in linguaggio. Ed ecco fatto il soggetto. Il “soggetto” è la base su cui si costruiranno le fasi successive della sceneggiatura e rappresenta la traduzione dell’idea in parole. Possono bastare una decine di righe e non ci sono regole specifiche da seguire. Sarà il vostro punto di partenza.

Il Trattamento

Questa è la fase più poetica della stesura di una sceneggiature, si tratta cioè di romanzare la nostra storia, scrivere come se stessimo scrivendo un racconto vero e proprio (tenendo sempre presente che si sta scrivendo per un film), nel quale raccontare gli ambienti in cui la storia si svolge, il ritmo delle scene, il movimento dei personaggi e il primo abbozzo dei dialoghi.

La Scaletta

La scaletta è la “lista della spesa” del processo; l’elaborazione del soggetto contenente le indicazioni sommarie delle scene. E’ la mappa del film, il suo progetto, la guida per scriverlo. Scritto sempre nella forma del presente indicativo. Un esempio tratto da “L’armata Brancaleone”:

1 – Barbari assaltano villaggio, depredano e ammazzano. Si salvano solo Pecoro e Taccone.
2 – Arriva Cavaliere Nero, fa strage di barbari, si rassetta, Mangoldo (uno scampato) lo abbatte con sasso. Lui, Pecoro e Tacc. lo spogliano di tutto e lo buttano nel fiume.
Risulta chiaro che la scaletta è uno strumento riservato per gli addetti al lavoro, non destinato ad essere letto da un estraneo. Una sorta di quaderno degli appunti, sintetico, chiaro e preciso, comprensibile solo dalle persone che l’hanno scritto.

La Sceneggiatura

Scrivere un film richiede l’utilizzo di regole collaudate che sostengano e assistano la fantasia. Bisogna sempre ricordarsi durante la stesura che le proprie parole verranno tradotte in immagini per il cinema, perciò la descrizione dell’ambiente, dei personaggi, dei principali movimenti della macchina da presa, saranno indicazioni utili. Ecco allora un’immagine di come si presenta il paradigma di una scena: l’ambiente: per esempio una “centrale di polizia” o la “piazza del paese”. Devono essere riportate le indicazioni di dove si svolge la scena (interno/esterno) e di tempo (giorno/notte)

Es: PIAZZA DEL PAESE – Esterno Giorno
I personaggi: indicai con nomi o funzioni
l’azione: ciò che i personaggi fanno
La scena si conclude quando si ha un cambio di luogo e si situazione e in essa devono essere contenute tutte le informazioni per tradurla in immagini cinematografiche.

I dialoghi e la formattazione del foglio

Esistono tre forme differenti per scrivere una sceneggiatura e sono la sceneggiatura: all’italiana, all’americana (forse la più utilizzata) e alla francese.

Nella sceneggiatura all'italiana il testo è diviso in due colonne: a sinistra c'è la parte descrittiva e a destra il dialogo. Si cambia pagina ad ogni cambio scena
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La sceneggiatura all'americana dispone sia le didascalie che i dialoghi nella parte centrale del foglio; le didascalie ne occupano tutta la larghezza, mentre i dialoghi hanno un margine ridotto
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Il modello alla francese prevede al centro la parte didascalica e a destra la parte coi dialoghi (una via di mezzo tra i due precedenti)
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