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Bookcrossing

Entro in un caffè, una bar del paese, un vine bar, ordino cappuccino e brioches, un amaro, un rosso, mi siedo al tavolo e trovo un libro, solo, triste, abbandonato. Lo prendo con me, decido di dargli una change. Lo leggo in soggiorno, in cucina, nel letto, poi lo riporto in un caffè, un bar del paese, un vine bar o da qualsiasi altra parte e gli do un’altra change…Ecco spiegato il BookCrossing

In questo caso il libro è l’elemento di rottura, la nota stonata, l’elemento esterno che si distingue, come se in biblioteca trovassi un boccale di birra o in farmacia un croissant alla cioccolata. Proprio per questo colpisce, perché si differenza dall’amalgama del resto e del contesto.

Se prendiamo in considerazione la vita degli oggetti che possediamo, soprattutto se di contenuto culturale come un libro, un DVD o un disco musicale, relazionato all’utilizzo che ne facciamo, ci accorgiamo che la proporzione risulta assurda, illogica. Prendiamo un libro, appunto, lo abbiamo comprato 10 anni fa, lo abbiamo letto 2, 3, 4 volte, calcolando una durata di fruizione di 5/6 mesi per stare larghi…e poi? Gli altri 9 anni e 6 mesi gli ha passati a prendere polvere in una libreria e altrettanti ne passerà ad ammuffire…Questo ha senso?

Certo che bisogna comprare i libri, i DVD e i dischi musicali però poi tenerli con sé è giusto? Il BookCrossing cerca di dare risposta a questa domanda, appoggiando la filosofia dello scambio libero di opere tra le persone.

Il termine BookCrossing deriva dal portale web bookcrossing.com, il quale offre un’opportunità in questo senso. Attraverso il sito è possibile registrare la propria opera alla quale viene fornito un codice identificativo unico (BCID – Bookcrossing ID) da stampare o incollare sul libro. Unitamente al codice BCID l’etichetta contiene altre informazioni finalizzate a spiegare al futuro lettore l’iniziativa e le “regole del gioco”.

La persona che entrerà in possesso del libro potrà inserire il codice identificativo del libro sul sito bookcrossing.com avendo la possibilità di leggere e lasciare commenti all’opera e informare l’autore riguardo dove è stato trovato il libro. Certo tutto ciò non tutela lo scrittore dalla possibilità che il libro venga perso o mai condiviso, oppure gettato nella spazzatura o quant’altro..tuttavia questa forma semplice di tracciabilità dell’opera è l’unico strumento a disposizione; confida nel buon senso delle persone e nella loro libera collaborazione…e cosa c’è di meglio che fidarsi?

Perciò la prossima volta che entrerete in un caffè, una bar del paese, un vine bar o da qualsiasi altra parte…occhio a cosa troverete sul vostro tavolino!

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